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In ricordo di Valeria Solesin e delle donne coraggiose di tutto il mondo nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

 

Due anni fa la rivista online “Neodemos” ricevette lo scritto, "Allez le files, au travail!”, in merito alla occupazione femminile in Europa, di una giovane studentessa. Lo scritto piacque alla redazione della rivista e fu pubblicato il 30 Ottobre 2013. La studentessa era Valeria Solesin, una delle 129 vittime degli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre. Pensiamo sia giusto riportare di seguito ampi brani dello scritto della giovane italiana. Pensiamo sia giusto rispondere alla esortazione della madre di Valeria: “Se il ricordo di Valeria può essere diffuso, questa è l'unica cosa che ci preme”.

Mercoledì 25 novembre alla Camera dei Deputati, in occasione di un convegno sul lavoro femminile, verrà ricordato l'impegno di Valeria Solesin sulla condizione femminile. Nel mondo, il 25 novembre, si commemora la "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne".

 

(…) In Europa, l’attività femminile è stata promossa fin dagli anni ’90 attraverso la Strategia Europea per l’occupazione (SEO). Obiettivo delle Istituzioni Comunitarie è favorire l’occupazione femminile in tutte le fasi del ciclo di vita, ed in particolare nei momenti considerati “rischiosi”, che coincidono con l’arrivo dei figli. Benché la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia fortemente aumentata nell’Unione europea, importanti differenze tra paesi continuano a persistere .Una tale opposizione si riscontra ugualmente tra Francia e Italia. Nel 2011, il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 64 anni è infatti del 65% in Francia, contro 50% in Italia. Sempre nel 2011, l’indicatore congiunturale di fecondità è di 2 figli per donna in Francia, mentre in Italia è di appena 1,4 (ISTAT, 2012). Alla luce di tali informazioni sembra logico domandarsi come mai due paesi vicini possano distinguersi così profondamente in termini di fecondità e di partecipazione femminile al mercato del lavoro. Una possibile spiegazione è che in Italia, più che in Francia, persista una visione tradizionale dei ruoli assegnati all’uomo e alla donna. Chi sono le donne che lavorano in Francia ed in Italia? Stando ai dati dell’Indagine Labour Force Survey del 2011, in entrambi i paesi, il tasso di occupazione  delle donne senza figli è sistematicamente superiore di quello delle donne con figli. In Italia però, la situazione sembra più drammatica poiché, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 49 anni, lavorano il 76% delle donne senza figli, contro 55% delle donne con figli. In Francia, invece, tali percentuali raggiungono l’81% nel primo caso e il 74% nel secondo. In un contesto europeo in cui si promuove l’occupazione femminile non si possono ignorare le conseguenze dell’arrivo dei figli sull’attività professionale delle donne. Se da un lato, infatti, l’Italia fatica a raggiungere l’obiettivo, sancito dal trattato di Lisbona, di un’occupazione femminile al 60%, si nota che anche in Francia, paese assai più performante, l’occupazione delle donne sia ancora sensibile all’età e al numero di figli presenti nel nucleo famigliare.

 

Fonte: Neodemos, http://www.neodemos.info/allez-les-filles-au-travail-2/

 

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